Europa: unione vera oppure ognuno per sé

Cos’è esattamente questa crisi dell’euro?

Semplice: un tempo con le valute nazionali, si creavano valutazioni e svalutazioni a seconda della situazione economica del paese.
In un certo senso il mercato dei cambi seguiva, se si può dire, l’economia reale.
I governi meno virtuosi offrivano interessi maggiori sui titoli di stato per compensare il loro debito dovuto alla minore efficienza.
Per gli investitori c’era una possibilità di dirigere i soldi sull’una o sull’altra cosa.
Inoltra la svalutazione di una moneta rendeva temporaneamente “appetibile” per gli investimenti produttivi un determinato paese, creando così una fisarmonica economica che dava qualche chance ai paesi in discesa di risollevarsi di tanto in tanto.

 

Oggi l’euro è un vincolo.

Perché il blocco dei cambi genera un appiattimento dei costi a livello continentale, ma le nazioni sono sempre gestite come singoli paesi dai propri governi, che fanno scelte produttive e di investimento differenti.

Allora tra paesi con diversa efficienza, gli investitori scelgono quelli più sicuri.

I paesi meno sviluppati potrebbero avere un vantaggio dovuto al minor costo, ma l’euro li inchioda, così gli investitori “scaricano” questi paesi comperando titoli pubblici dei paesi più sicuri anche se ad interessi minori (in certi casi anche negativi!).

 

 E poi…

 … non esiste una politica monetaria – economica unica per tutta l’Europa.
Abbiamo una sola moneta vero, ma ogni paese “batte” la propria, fa scelte sociali, produttive e politiche differenti, cercando di seguire tuttalpiù alcune direttive comunitarie. Direttive comunitarie dettate dai paesi più forti però.


L’Europa si trova davanti ad un problema che l’Italia conosce bene…

… ovvero la diversa velocità tra Nord e Sud del paese: relativa ad occupazione, strutture, efficienza amministrativa, corruzione della politica.

La Germania (la Merkel) non è disposta a instaurare una cassa del mezzogiorno europea (soldi a fondo perso o lo scudo anti-spread che Monti vorrebbe):  ovvero non dare soldi a nessun paese senza garanzie e impegni programmati per rientrare (tesse, tagli, crescita, ecc…). merkel.jpg

Ed a ragione: le premesse per un rientro ed un miglioramento di questi paesi non ci sono.

Culturalmente questi paesi non avranno mai il rigore e l’efficienza tedesca.

Ed inoltre non credo che i tedeschi vogliano veramente la crescita economica dei paesi in crisi: la coperta è corta, spazio economico di crescita non ce n’è vista la concorrenza dell’oriente e l’ingresso dei paesi dell’est europeo… non illudiamo soldi e lavoro per tutti non ce ne sono! 
Non è credibile che questi ultimi raggiungano livelli di reddito della vecchia Europa, molto più probabile che ci sia un appiattimento verso il basso di Spagna, Italia e Grecia a livello di Romania e Bulgaria.

 

Allora tutto si riassume in una domanda: che senso ha un Europa unita-non-unita? 


Europa: unione vera oppure ognuno per séultima modifica: 2012-06-28T15:40:00+00:00da uomosenzapalle
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